|oltretutto > area archivio > editoriali > dicembre 2002/gennaio 2003
 

n. 3 / dicembre 2002
 

Il mio regalo di Natale a voi

Voglio farvi un regalo. E mentre lo faccio mi vengono in mente i miei amici più cari, le persone a me più vicine perché a tutti quest'anno, e quindi anche a voi, voglio donare la stessa meravigliosa cosa. Non è un regalo materiale ma ha una sua fragilità. Non è un regalo ricco ma è prezioso. Ha una natura eterna ma si può esaurire.

orrei che prima di vedere il vostro dono voi vi immaginaste una vita in cui foste circondati da persone integre e responsabili, gentili e calme, ma soprattutto forti. Vorrei che vi immaginaste che chi vi ha rotto lo specchietto vi abbia lasciato un messaggio per pagarvelo, che chi vi ha visto mentre vi cadeva il portafoglio vi abbia rincorso per portarvelo, e chi vi ha guardato mentre vi arrabbiavate ingiustamente con qualcuno vi abbia aspettato per dirvelo. Vorrei che voi cercaste di immaginarvi lo stesso senso di responsabilità ad un livello più alto, nel sociale e nel rispetto dell'umanità e del mondo. Vorrei che vi immaginaste che chi ha affondato la propria petroliera nell'oceano si prenda spontaneamente la propria responsabilità per riparare ai danni fatti, che chi ha in mano il potere di autorizzare quale cibo o farmaco noi dobbiamo prendere lo faccia considerando i nostri interessi e benessere e non quelli delle aziende sui cui prodotti vogliono arricchirsi, che chi ha in mano il potere di dichiarare una guerra capisca che non c'è assolutamente niente che valga il sacrificio di tante vite umane.

on pensiate che questo sia impossibile. Conosco tante persone così. Ne conosco nuove ogni giorno, ma di loro non parla mai nessuno. Così che sembra che non esistano. Sembra che la nostra realtà sia fatta da ciò che vediamo in televisione, da ciò che leggiamo sui giornali e ci dimentichiamo che basterebbe guardare fuori dalla finestra per accorgerci che siamo circondati da persone che nel loro piccolo vogliono fare del bene. Non siete soli, non siamo soli. Io vi voglio regalare un mezzo per conoscere e far conoscere queste persone. Per contarle. Per riconoscerle.
Ve lo voglio regalare perché voi lo utiliziate come l'espressione di quella parte di voi che ha sempre voluto aiutare, essere utile, essere coinvolta. Per quella parte di voi che è preziosa, fragile e ahimè esauribile, proprio come questa rivista.
E io vi voglio regalare proprio questa rivista, come estensione della vostra parte migliore, perché nell'esprimerla voi la facciate diventare forte, eterna e inesauribile, proprio come dovete diventare voi. Usatela e dite come vorreste questo mondo, usatela e dite cosa sareste disposti a fare per costruire questo mondo, usatela e raccontateci di quante persone conoscete che stanno facendo qualcosa per cambiare il mondo.

arlateci di voi, parlateci di loro, fate in modo che loro esistano e allora vi accorgerete che siamo in tanti e qualcuno si spaventerà. E' per questo che non parlano di noi. Per non far scoprire che siamo numerosi, perché la moltitudine terrorizza, la moltitudine mina gli equilibri stabili.
Accettate questo regalo e regalatevi una nuova vita, un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di agire. Accettate questo regalo e regalatevi il coraggio dell'azione e del cambiamento. Fate. Se non fate distruggerete quello che gli altri fanno. Lo renderete vano.
Regalate invece l'esempio della vostra correttezza, regalate il gesto della vostra generosità e della vostra fermezza. Regalate le vostre scuse a chi ha subito un vostro torto. E sarà un regalo fatto a voi. Allora vi accorgerete che accettare di ricevere un regalo e farlo è poi la stessa cosa. Vi accorgerete che fare un regalo e riceverlo è il risultato di un unico gesto. Un gesto che vi arricchisce e vi fa scoprire una parte di voi che temevate di non avere e che invece si rafforza man mano che fate per sentirvi di fare ancora di più.
Così si diventa eterni. Così si diventa forti e inesauribili

i faccio questo regalo per regalarmi la possibilità di una vita migliore e nel contempo regalo alla parte migliore di me l'integrità di non aver lasciato niente di intentato. E non lo faccio solo perché è Natale, ma perché è ora, perché è il momento di alzarsi e camminare, perché non bisogna perdere tempo, perché è tempo sprecato drammatizzare, è tempo sprecato lagnarsi e arrabbiarsi, è tempo sprecato sparlare o essere invidiosi. Non sprecate il vostro tempo. Regalatevelo. Buon Natale.

Simona Valesi