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n. 1 / ottobre 2002
 

Se la Borsa va male
non è per forza una brutta notizia

La borsa non sembra riprendersi. E' ormai due anni che, eccezion fatta per alcuni sprazzi di emozione economica che hanno impennato la curva cartesiana, le quotazioni delle azioni rimangono a livelli insoddisfacenti per imprenditori, investitori e risparmiatori. Questa non è necessariamente una cattiva notizia.

ensate. Le aziende che sono quotate in borsa sono i pilastri portanti dell'economia che regge il nostro sistema socio-politico. Ormai lo sappiamo che il mondo gira intorno alla legge dei profitti e che le decisioni che riguardano qualsiasi aspetto del nostro mondo sono influenzate unicamente dal potere del denaro. Ma questa è una formula di vita decisa dai vertici delle multinazionali e dai poteri politici ad essi dipendenti e che ci è stata trasmessa sottilmente attraverso immagini adescatrici e adulanti. Ora il virus dei vertici ha intaccato anche gran parte della base della piramide e molti credono che questo sia il modo in cui debba andare il mondo e soprattutto sono convinti che questo sia un loro desiderio. Bene, né l'una né l'altra cosa sono vere. Hanno dovuto convincerci con i loro messaggi propagandistici perché senza il nostro tacito accordo loro non avrebbero potuto fare niente. Non avrebbero potuto arricchirsi, non avrebbero potuto arrivare dove stanno e non potrebbero ora decidere per noi le sorti del mondo. E' evidente quindi che se vogliamo portare un cambiamento dobbiamo prendere coscienza del fatto che è la parte rimanente della base della piramide, quella che non è ancora stata infettata dal virus, che può fare la differenza.

iamo noi che abbiamo il potere di fare crollare la borsa, noi che possiamo mettere in crisi il loro sistema semplicemente acquistando qualsiasi prodotto e servizio in modo più consapevole.
Stanno distruggendo il pianeta, esauriscono le risorse che ci sostentano, inquinano le acque che ci dissetano e l'aria che respiriamo, e noi continuiamo a pensare che non possiamo fare niente per fermali.
Non è vero. Siamo entrati in una modalità automatica di pensare e di valutare le nostre decisioni che è unicamente guidata da un parametro economico, ma che alla fine difende solo l'interesse di pochi. Compriamo tutto perché costa di meno, perché è in offerta, perché fa risparmiare e non capiamo che il prezzo non monetario che paghiamo è molto più alto. Compriamo cibi che ci avvelenano, farmaci che ci ammalano e in alcuni casi uccidono, abiti che si avvalgono di sfruttamento schiavizzato di altri esseri umani ma che arricchiscono smisuratamente chi ci presenta tutto questo in attraenti carte colorate.
Viaggiamo verso meraviglie d'oltreoceano spinti da campagne illusorie e dai bilanci in rosso delle compagnie aeree. Rincorriamo chimere senza riflettere che è tutto per darci illusione di ricchezza e agio mentre manchiamo di vedere che tanta spesa e consumo frivolo non fa che esaurire, inquinare, distruggere l'equilibrio precario del pianeta in cui viviamo. Il crollo della borsa non penalizza noi ma loro che hanno creato un sistema che vive sull'aumento perenne del consumo e che spinge allo sciagurato spreco di tutte le risorse preziose della terra, compresa la nostra energia vitale come individui che viene esaurita da molteplici attività senza senso propinateci dalla loro fabbrica degli intrattenimenti, e noi siamo spinti a consumare per aumentare il valore delle loro azioni. Ci preoccupiamo che la borsa scende quando il suo andamento non dovrebbe interessarci affatto perché non ci riguarda. E' un gioco loro, che mette in pericolo il loro sistema e le loro ricchezze, non noi. Non fatevi ingannare dal fatto che vi hanno permesso di acquistare una manciata dei loro titoli. Lo hanno fatto per farvi credere che i loro interessi sono collegati ai vostri.
Non è vero. E' solo un trucco subdolo per influenzare le vostre azioni e le vostre scelte nella direzione che loro vogliono. Ma chi l'ha detto, per esempio, che per trovare pace, interessi e rilassamento si debba passare 14 ore in aereo, dimenticandoci che abbiamo sotto i piedi il paese più bello del mondo.

ate crollare la borsa. Snobbate le loro offerte, create la vostra domanda, pretendete ciò che desiderate e acquistate senza compromessi. Comprate prodotti biologici, fornitevi di energia pulita, pretendete auto che non inquinino e camminate alla scoperta della vostra terra.
Pensate. Se la gente si accontentasse di ciò che ha, di una vita dignitosa ma priva da inutili quanto dannosi e superflui eccessi, non ci sarebbero più guerre perché non ci sarebbe più niente da volersi andare a conquistare.
Per l'amore del cielo, passate parola, e fate crollare questa borsa.

Simona Valesi