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n. 9
mar-apr-mag 2005
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Damanhur:
magia di un popolo
Hanno costruito la loro filosofia
e credo di vita cominciando a cambiare tutti gli aspetti negativi
del vivere quotidiano, e hanno trasferito nella realtà
quello che altri nella storia sono stati solo capaci di teorizzare
in famosi ed acclamati libri. Hanno creato così Damanhur:
un esemplare unico di città-stato ideale.
di Simona Valesi
Non hanno fatto altro che guardarsi in giro, osservare le cose
che non andavano e le hanno cambiate, creando qualcosa di innovativo
e rivoluzionario che li facesse sentire padroni dei propri sogni
e autori di una pagina di storia che non era stata ancora scritta.
Non è cosa da poco se si pensa che la federazione di Damanhur,
sotto la guida del suo fondatore Oberto Airaudi, ha una sua
Costituzione, un´organizzazione giuridico-amministrativa
con le sue leggi sociali, un Senato, un´economia che li
rende quasi autosufficienti e persino una moneta di proprio
conio. Questa eco-società, che si fonda su principi di
etica, solidarietà e valori spirituali, celebra quest´anno
il trentennale dalla sua fondazione e sopravvive con orgoglio
anche alle migliori previsioni dei sociologi, che danno pochi
anni di vita ad organizzazioni comunitarie di questo tipo.
La prova di questo successo è visibile camminando per
le strade della loro cittadina, dove si incrociano i damanhuriani
residenti e si respira un´aria di armonia, accordo e sostegno
reciproco che ti fa desiderare solo di entrarne a far parte.
Traspare uno spirito di collaborazione ed unità che ti
cattura e affascina, attira e risveglia i desideri più
delusi e insperati dell´uomo. Non è un caso quindi
che il ricambio dei cittadini sia stato solo del 10% dal 1978
ad oggi e il popolo di Damanhur continui a crescere. Molti vogliono
far parte del sogno e le richieste di persone di partecipare
all´esperienza damanhuriana, anche se residenti all´estero,
fa nascere l´esigenza di formulare nuove regole e metodi
per la valutazione e l´integrazione del nuovo individuo
alla cittadinanza.
Ma questo non sembra essere un problema. Si percepisce subito
che a Damanhur nulla è statico, e tutto si evolve secondo
le esigenze e le necessità che si presentano nel percorso
di costruzione e crescita continua della comunità.
Il sogno
I damanhuriani esaltano la diversità e l´ottimismo.
Per questo amano definire la loro comunità un´università
dello spirito dove viene dato ad ogni cittadino la possibilità
di scoprire e valorizzare le proprie caratteristiche uniche
e potenzialità. E´ un laboratorio vivente che nutre
talenti e li mette a disposizione della crescita individuale
e sociale, e al quale tutti contribuiscono. ÇIl sogno è
bello quando è condivisoÈ, spiega il fondatore Oberto
Airaudi, Çallora non è più solo mio, ma un sogno
collettivo comune in cui ognuno riconosce la sua parte, e con
essa il sogno può realizzarsi, altrimenti non può
completarsiÈ.
Imparano divertendosi e prendono la vita come un gioco. Sono
molto legati alla Natura, e un po´ per umorismo, e un po´
per filosofica condivisione con le altre razze viventi sul pianeta,
hanno cambiato i loro nomi con quelli di animali e piante. Secondo
questa tradizione, Oberto utilizza anche il nome di Falco e
la P.R. che ci accompagna Lepre Viola.
Si uniscono in matrimoni che durano un anno ma sono rinnovabili,
e salutano con una forma abbreviata di Çsono con teÈ, perché
proprio non approvano salutarsi con un rimasuglio di una prostrazione
da schiavo.
I politici che, secondo l´art. 5 della Costituzione Çsvolgono
i propri incarichi con spirito di servizio e senza ricerca di
vantaggi personali o di parteÈ, sono in carica per un anno e
vengono ÒprocessatiÓ a fine mandato perché il loro operato
venga valutato: se hanno agito bene vengono riconfermati, se
hanno sbagliato pagano del proprio.
Anche i conflitti interpersonali sembrano non esistere. ÇUna
delle regole della cittadinanzaÈ, spiega Falco, Çè l´obbligo
di pensar bene degli altri, cosa difficilissima da fare e che
di solito non succede, se non in rari momenti di ispirazione.
Dobbiamo immaginare le persone come dei sassi, molto informi
all´inizio, che a forza di rotolare insieme diventano rotondi
togliendo gli spigoli un po´ alla volta, e le persone più
sagge si rompono, si levigano e diventano altro. Per noi è
importante dire che è meglio passare per stupidi piuttosto
che avere preconcetti sugli altri. Diamo agli altri un´altra
opportunitàÈ.
Le scuole sono itineranti e i figli di Damanhur imparano col
viaggio. ÇI bambini imparano con esperienze dirette, siamo andati
in barca a vela in Sardegna e nel deserto approfittando del
fatto che abbiamo molti contatti. Per il resto, per quanto possibile,
viaggiano col camper. Se vai col camper impari la matematica
con i chilometri, il consumo, la velocità e poi devono
imparare a cucinare, e imparano divertendosi. Che è un´altra
delle nostre regole: imparare deve piacereÈ.
In una civiltà evoluta in tutti suoi aspetti non poteva
mancare una grande manifestazione di giochi di abilità
che a Damanhur si esprime con le Horusiadi. Sono gare a squadre
cui partecipano i 6 casati della comunità, composti ognuno
da un centinaio di persone, in cui si mettono a confronto tutte
le capacità di questi insoliti atleti, comprese quelle
percettive e extrasensoriali. Ci sono, infatti, gare di telepatia,
radioestesia, ma anche gare di accensione di fuoco (senza l´ausilio
di fiammiferi), di oratoria, di teatro e arte. Tutti gli abitanti
di Damanhur, oltre ad alcuni ospiti, partecipano alle Horusiadi
collezionando punteggi indispensabili per l´auspicabile
vincita del proprio casato.
Ma l´aspetto centrale più importante, senza il quale
tutto ciò che è stato raccontato non esisterebbe,
è quello spirituale. Nella loro filosofia sostengono che
Çogni essere umano contiene dentro di sé un principio
divino ed è parte di un eco-sistema spirituale che include
forze man mano superioriÈ. Damanhur nasce con lo scopo di rendere
consapevole l´essere umano di questa parte divina, Çin
modo che l´universo possa diventare parte consapevole di
DioÈ. Il percorso spirituale proposto da Oberto Airaudi è
strettamente collegato alla vita di ogni giorno e la loro meditazione
si esplica nell´agire 24h su 24. ÇSe metti te stesso in
quello che faiÈ, spiega entusiasticamente Lepre, Çquello che
fai è vivo. Se fai una zuppa con questa intenzione, sapendo
che arriveranno altre venti persone a mangiarla, la tua zuppa
verrà molto più buona ed è questa la tua meditazioneÈ.
Incontro con Falco
Falco ha uno sguardo sereno e un sorriso accogliente e rassicurante.
Informale e giocoso, porta sempre un cappellino da baseball
blu, e dà la sensazione di non ricordare più cosa
sia la rabbia. Ascolta con molta attenzione e parla con calma
delle difficoltà incontrate per creare Damanhur: ÇLe difficoltà
sono state uno stimolo. Senza le difficoltà, difficilmente
saremmo arrivati dove siamo. Le cose semplici i damanhuriani
non riescono a farle. Allora ci creiamo delle difficoltà
enormi così riusciamo ad ottenere i nostri obiettivi.
Per esempio stiamo per costruire un nuovo tempio. Ci sarà
un teatro ipogeo con quasi 5000 posti, treni sotterranei, una
cosa molto interessante, e siccome è molto difficile da
realizzareÈ, dice Falco sorridendo, Çsiamo quasi certi che riusciremo.
E´ un impegno enorme che abbiamo già avviato. Occorrerà
l´intervento economico di entità nazionali perché
non basterà il nostro contributo ma contiamo di riuscirci.
Ci sarà una biblioteca enorme sull´esoterismo, e
sarà molto più grande del Tempio dell´UomoÈ.
Si può dire che lo scopo di Damanhur sia quello di creare
un mondo migliore, Òma soprattuttoÓ, dice Falco, Òdimostrare
che dei piccoli gruppi umani possono fare, e parlo d´infinite
volte, molto di più di quanto si possano permettere le
nazioni. Perché le nazioni non hanno degli ideali, le
nazioni amministrano. E anche nella politica oggi, è difficile
perché non ci sono sognatori che vogliano creare qualcosa
di nuovo, sono solo amministratori che vedono la poltrona e
cercare di portare idee innovative anche in quei campi non è
semplice. Noi cerchiamo di farlo anche in questo campo di lupi
ed è allucinanteÈ.
Falco ha per Damanhur Çvisioni future di crescita, crescere
spiritualmente che è fondamentale, e poi riuscire a portare
delle parti utili della nostra esperienza, nella maniera più
estesa possibile. Il pericolo delle comunità è quello
di chiudersi. Noi per fortuna abbiamo un´impostazione opposta,
quando facciamo delle scoperte, dal punto di vista sociale,
o umano è importante per quanto possibile condividerle
e portarle a coloro cui potrà essere utile in qualche
maniera: ecco perché il nostro impegno nella politica,
nel sociale, nella protezione civile, nella croce rossa, nei
pompieri, nell´aspetto sanitarioÈ.
Pur essendone il fondatore non ha voluti incarichi di responsabilità
sociale: Çpiù che altro collaboro con le persone che vengono
elette ogni 6 mesi per coordinare le attività. Sono specializzato
a cercare le soluzioni nei vari campi, ed è divertente,
anche se tutti sono molto preparati. Io do indicazioni di tipo
strategico però se la cavano benissimo per conto loroÈ.
Infatti, tutti continuano in questo processo infinito di crescita
ed evoluzione perché, come dice Falco, Çil sogno non può
completarsiÈ.
La Storia
Falco, manifesta fin dall´infanzia notevoli capacità
paranormali e da guaritore, su cui studierà e sperimenterà
per parecchi anni. Nel 1975 fonda a Torino il Centro Horus per
presentare il risultato delle sue ricerche e iniziare una fase
più intensa di sperimentazione che darà vita al
progetto Damanhur, di cui, anche se lui preferisce definirsi
semplicemente un collaboratore alla soluzione di problemi sempre
emergenti, è riconosciuto come la Guida Spirituale.
Nell´83 c´è una svolta con l´esperienza
del Viaggio. Falco racconta che, in quell´anno, Çuna parte
voleva rimanere statica, mentre io ed alcune persone abbiamo
preso un camper e siamo andati in giro per parecchi mesi creando
contatti con persone che volevano avventurarsi in qualcosa di
nuovo. Questa svolta molto importante ha creato un ambiente
sempre in cambiamento. Non c´erano appigli sui quali fermarsi,
ma solo per evolversi e crescereÈ.
Oggi la federazione è costituita da 44 piccole comunità,
in ognuna delle quali vive una ventina di persone. Sono 612
i residenti interni definiti cittadini A e altri 400 i cittadini
B che vivono nella Valchiusella in case proprie ma partecipano
regolarmente alle attività di Damanhur. Ci sono inoltre
cittadini C che vivono geograficamente distanti in Italia e
cittadini D nel mondo. Senza raggiungere lo stato di cittadinanza
ci sono circa 80,000 appartenenti al Popolo Magico in Italia
e 200,000 nel mondo.
ÇDiventare cittadini richiede un impegno. C´è un
periodo di prova e di convivenza di 6 mesi per vedere come funziona,
molto pratico. Non è una cosa semplice perché vuol
dire diventare co-proprietari dei beni comuni, passare un esame
sulla nostra Costituzione, prestare giuramento alla cittadinanza
e altro. Il nuovo cittadino deve essere accettato dalla comunità.
Questa settimana, per esempio, si sono aggiunti 4 nuovi cittadini,
uno di cui venezuelanoÈ.
Il Tempio dell´Uomo
E´ la costruzione ipogea più grande del mondo interamente
realizzata a mano, e se è stata definita l´ottava
meraviglia del mondo è solo per rispetto alla cronologia
storica: è senz´altro la più recente, ma non
è seconda a nessun´altra opera della storia umana.
L´arte a Damanhur è considerata uno strumento privilegiato
di crescita e trasformazione e la creazione del Tempio dell´Uomo
ha permesso di aprirsi all´intuizione e fare della vita
stessa un´opera d´arte. Il Tempio si snoda per oltre
8500 metri cubi e 72 metri di dislivello su cinque livelli diversi,
collegati tra loro da centinaia di metri di corridoi, e rappresenta
le stanze interiori di ogni essere umano. E´ un grande
libro tridimensionale che racconta la storia dell´uomo
estendendosi dalla sua realtà ipogea verso il cielo e
l´infinito, attraverso il Bosco Sacro che lo sovrasta.
Si scende con un ascensore che porta ad una profondità
di 40 metri e si entra nella Sala della Terra che simboleggia
la Vita. Affreschi che rappresentano le stagioni, le fasce climatiche
del pianeta e le fasi della Vita, circondano una colonna con
un capitello in vetro Tiffany che rappresenta il Big Bang che
ha creato l´universo. Intorno, sul soffitto, il cielo come
22,000 anni fa, compleanno spirituale della città ipogea
egiziana Damanhur, da cui la comunità ha preso il nome.
La sala è divisa in due vani che rappresentano il femminile
e il maschile che, con i suoi dipinti, simboli, scritte e rappresentazioni
ha 300 chiavi di lettura.
Statuette in terracotta create dai damanhuriani si trovano anche
in tutte le altre sale: dell´Acqua, dei Metalli, delle
Sefere, degli Specchi, il Tempio Azzurro e il Labirinto. Ognuna
è ricca di dettagli, simbologie, significati e scopi utilitari.
Nella Sala dei Metalli vengono rappresentati la pietra filosofale,
la trasmutazione del metallo e i sei vizi capitali dell´uomo:
passività, egoismo, incoscienza, falsità, invidia-orgoglio
e pessimismo. La Sala degli Specchi contiene invece un gong
dalle dimensioni ciclopiche e dei calici collegati con dei self
alle linee sincroniche e l´esperienza della sua vibrazione
ti riporta al suono primordiale. Non mancano passaggi segreti,
scale a scomparsa, ponti levatoi, labirinti con cunicoli che
formano crocicchi di scelte impossibili, troni, colonne e reminescenze
medievali e antiche egiziane. Quando si esce, come da una miniera
ancora attiva, ci si sente parte di una visione. Io credo anche,
tra i vapori dell´umidità sotterranea, di averne
avuta una: penso di aver riconosciuto Platone, Machiavelli e
altri, che bruciavano i loro libri e brindavano a Falco, Damanhur
e al sogno che cresce e continua. Loro hanno dimostrato che
forme di società e civiltà diverse dalla degradazione
in cui viviamo oggi, sono possibili e realizzabili.
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