| |
n. 7 / aprile 2004 |
|
Non
solo mangiare
Non solo mangiare Nell'era del fast food
ogni filosofia di vita legata al rito del cibo pare essere dimenticata
dai più, ma nel corso della storia, non esclusi i giorni
nostri, abbiamo ripetuti esempi di come l'alimentazione non
è per molti semplicemente un modo per nutrirsi.
alla
scuola pitagorica del VI secolo a.C. ai principi della macrobiotica
moderna, troviamo nella scelta dei cibi significati e valori
che vanno oltre la mera ricerca d'apporto nutrizionale. Non
si vive di solo pane, e lo dimostra chi, nella ricerca fondata
su regole e regimi alimentari ci ha costruito tutta una filosofia
di vita.
Sono varie le sfumature e le rielaborazioni di insegnamenti
antichi che si sono evoluti nell'alimentazione dando origine
a diverse scuole, e molte sono unite da dei concetti fondamentali
comuni.
Ognuna ha preso un suo carattere definito, ma nella filosofia
di tutte ritroviamo l'obiettivo di rientrare in sintonia con
la Natura e seguirne i ritmi che possano portare nuove energie
rigeneratrici.
L'essere umano inoltre, che entra a far parte di uno stile di
vita armonizzato, è considerato come un'entità composta
da tre livelli: fisico, mentale e spirituale, che interagiscono
tra di loro e s'influenzano l'un con l'altro nei vari aspetti
della vita.
L'Eubiotica e la vita nel rispetto della
natura
Eubiotica,
a detta del professor Luciano Pecchiai, suo fondatore, è
nata da uno spirito di sperimentazione. Nel '58 durante una
riunione familiare in cui sfoglia per la prima volta la Bibbia
scopre che, racconta il professore, «i dati che mi erano
costati quindici anni di studio e fatiche inenarrabili, avrei
potuto trovarli nel libro sacro della nostra tradizione. Allora
ho smesso di fare ricerca dal punto di vista razionale e ho
fatto una prova. Volevo vedere dove sarei arrivato se avessi
seguito solo il dato biblico. E così è nata l'Eubiotica».
Con il concetto che l'uomo è un ecosistema fatto da corpo,
mente e spirito, l'Eubiotica, prevalentemente nata per la salute
del corpo, si è poi allargata per portare alimentazione
a tutti e tre questi aspetti dell'essere umano. Nel 1960 Luciano
Pecchiai, libero docente di Anatomia Patologica e Primario patologo
emerito dell'Ospedale dei Bambini «Vittore Buzzi» di
Milano, fonda presso lo stesso ospedale il «Centro di Eubiotica
Umana» con avrà lo scopo di curare «la messa a
punto di una forma di terapia basata:
1) sull'impiego di un'alimentazione a base di prodotti quanto
più possibile genuini e pertanto con tutto il loro patrimonio
di quelle sostanze vitali necessarie per il mantenimento della
salute;
2) sull'impiego dei vari presidi terapeutici che stimolano le
difese dell'organismo e che abbiano come minimo comune denominatore
la presenza di fattori vitaliÉ».
Da quel momento in poi il professore milanese lancia la sua
lotta alle patologie gravi, riuscendo a guarire ogni sorta di
malattie con un'alimentazione naturale e integrale.
L'Eubiotica, dal greco eu= buono e bios= vita,
che sta a significare «una buona vita» o «vivere
bene», si pone l'obiettivo, ci spiega Pecchiai, «di
dare un contenuto culturale e scientifico all'esigenza di recuperare
la sintonia con la natura, per vivere meglio e per una vita
a misura d'uomo. L'alimentazione Eubiotica, cioè sana
e naturale, in grado non solo di affrancare dalla patologia
della civilizzazione, ma anche di potenziare le difese dell'organismo
così da rappresentare una vera e propria medicina preventiva,
innanzitutto per la patologia ambientale» è fondata
su principi che sono guida fin dalla prima infanzia: allattamento
al seno; svezzamento dopo il sesto mese a base di brodi e frullati
vegetali, farine di cereali, usando la carne solo a dentizione
completata; integrità biologica dei cibi; consumo privilegiato
dei cibi vegetali; pasti monopiatto; limitazione di alimenti
precotti, surgelati, dolcificanti o industriali contenenti additivi;
esclusione di caffè, thè, alcoolici, integratori
sintetici, fumo e droghe. Tutti i concetti naturalistici in
voga ai giorni nostri hanno preso un po' dall'Eubiotica. «Nel
'60 non c'era niente», afferma Pecchiai, «andando a
chiedere di fare il primo pane integrale, il primo sbramato
di risone, il primo olio d'oliva extravergine, perché
dicevo di mangiare alimenti che non esistevano, ho generato
le basi per i prodotti naturali, l'agricoltura biologica e il
movimento verde. Poi tutti ne hanno attinto per farne un business
e non hanno citato la fonte ».--- Il professor Pecchiai,
ottantenne in splendida forma, si ritiene però oggi l'unico
a portare avanti il concetto eubiotico integrale e non cede
a nessun compromesso. «Quello che mi viene rimproverato,
ma di cui mi vanto», dice, «è di non aver creato
in questi quarantaquattro anni un pecchiaiano o il pecchiaismo.
Ma non posso demandare lo sviluppo dell'Eubiotica a nessuno.
Ora tutta la mia medicina è fondata sulla bioenergetica:
utilizzo energia primordiale, cosmica, i takioni, il chi, il
prana, tutte cose che quarant'anni fa non potevo prospettare.
Posso andare avanti da solo, tutto dipende dal tempo che mi
verrà dato per poter arrivare al traguardo e dire tutto».
La ricerca di Pecchiai, monumento nazionale e pietra miliare
della cultura naturale in Italia, non è quindi finita,
ma esplora canali nuovi per il conseguimento della salvaguardia
della salute e un miglioramento della qualità della vita
nel pieno rispetto della Natura e all'interno di un'etica tutta
Eubiotica.
La Macrobiotica e la ricerca di un equilibrio
dinamico
a
Macrobiotica è un tipo d'alimentazione che esiste da
circa 5000 anni, cioè da quando il leggendario Imperatore
cinese Fu-Hi scopre il concetto e le energie dello Yin e dello
Yang. Georges Ohsawa (1893-1966), pseudonimo di Nyoiti Sakurazawa,
Maestro filosofo e scrittore giapponese, la importa in occidente
insieme alla teoria delle cinque trasformazioni, anch'essa nata
in Cina 3000 anni or sono, basata sui cinque elementi o energie
di base con i quali tutto è costruito: legno, metallo,
terra, acqua e fuoco. Ohsawa si propone di condividere la propria
esperienza sul recupero di un sapere antichissimo che gli permise
di raggiungere uno stato di salute e di energia invidiabili,
dopo che la medicina occidentale, cui la sua famiglia si era
affidata, lo aveva diagnosticato come caso irrecuperabile.
Organizza le linee di una dieta, e un modo di vivere collegato
ad essa, che chiama Macrobiotica, termine, che deriva dal greco
«macro» = grande e «bios»= vita, già coniato
da Ippocrate, padre della medicina occidentale, e che significa
«lunga vita» e viene in seguito divulgata da Michio
Kushi che negli anni Settanta, solo negli Stati Uniti, riesce
ad aprire una catena di 10.000 punti vendita di prodotti macrobiotici.
Oggi si esprime, come spesso succede, in diverse scuole di pratica
e pensiero ma i concetti di base rimangono comuni. I principi
della Macrobiotica si fondano su un'alimentazione equilibrata
come mezzo per vivere in armonia col proprio corpo e l'ambiente.
La dieta non si basa su regole fisse ma su una ricerca d'equilibrio
e armonia determinata da scelte che considerano la situazione
geografica e climatica, il tipo di attività svolta e la
costituzione della persona. Si rifà alla filosofia del
Tao (automiglioramento) e ai suoi principi dello Yin e Yang,
secondo i quali ogni cosa nel ciclo dell'universo è formato
da energie contrapposte e complementari, e ogni cosa contiene
il suo contrario. Così lo Yin è forza centrifuga
e lo Yang forza centripeta, e la ricerca di stabilità
è un equilibrio dinamico. Anche gli organi del corpo e
i cibi si possono dividere in Yin (acidi, dolci, crudi e femminili)
e Yang (salati, amari, cotti e maschili) e attraverso la loro
assunzione si possono raggiungere equilibri che portano salute
e benessere se usati per compensare gli altri fattori che influenzano
la nostra vita. Ad esempio si può mangiare riso (yang)
per problemi ai polmoni (yin), e nelle stagioni calde (yang)
è preferibile mangiare vegetali di tipo yin, aumentando
la quantità dei crudi (yin).
Bisogna quindi conoscere il cibo e la sua energia per poter
operare con efficacia sulla trasformazione energetica del nostro
corpo ed ottenerne un beneficio. La dieta macrobiotica è
a base di cereali integrali, vegetali, legumi, alghe e zuppe.
La frutta è considerata troppo yin per essere ritenuta
utile all'equilibrio macrobiotico ma in alcuni casi è
prevista, come per i bambini che sono prevalenti in energia
yang.
Tra i cibi banditi ci sono carne, grassi animali, uova, latticini,
zucchero raffinato, cioccolato, bevande alcoliche, caffè,
thè stimolanti, bevande artificiali, cibi congelati, irradiati,
raffinati, preservati e trattati chimicamente, e colorati artificialmente.
Sullo stile di vita si consiglia di mangiare solo quando si
ha fame e in modo ordinato e rilassato, andare a dormire prima
della mezzanotte per un riposo ristoratore, evitare lunghi bagni
caldi che tolgono i minerali dal corpo, fare esercizio fisico
regolarmente, usare vestiti di cotone, specialmente per gli
indumenti intimi, evitare accessori sulle dita, polsi, collo
o altra parte del corpo, tenere la casa ordinata con delle piante,
evitare l'uso di elettrodomestici e forni a microonde, minimizzare
uso del computer, televisione e telefono cellulare, cantare.
Un'evoluzione interessante della Macrobiotica è quella
tracciata da Mario Pianesi, fondatore nel 1980 di Un Punto Macrobiotico,
anche se in Italia ce ne sono già un centinaio. Ogni Punto
è un luogo di rispetto, accogliente e al riparo da ogni
forma di inquinamento che conferma la possibilità di uno
sviluppo sostenibile reale. Si esalta la biodiversità
sotto tutti gli aspetti e si pratica la buona abitudine di soffermarsi
sui propri difetti e sorvolare su quelli degli altri.
L'A.N.Y.C. e la consapevolezza alimentare
uesto
tipo d'alimentazione costituisce uno dei quattro pilastri fondamentali
di un Metodo più ampio che si occupa di tutto ciò
che può interferire con l'organismo umano, chiamato Ecologia
dell'Organismo, e che include oltre all'A.N.Y.C. (Alimentazione
Naturale Yogica Consapevole), pratiche di Eco-yoga, la Camminata
terapeutica e i Semi-Digiuni Energetici. Fondata nel '96 dal
dottor Michele Riefoli, tarantino trapiantato a Milano nel '69,
studioso oltre che ricercatore indipendente degli aspetti della
natura umana, l'Ecologia dell'Organismo nasce per l'esigenza
di aiutare alcune persone che, nonostante fossero molto attive
dal punto di vista della ricerca spirituale, avevano un organismo
che non era in grado di seguirle. Il dottor Riefoli, che aveva
seguito un Maestro proveniente da un'antica tradizione indiana,
André Michel Balias, non aveva mai pensato di dedicarsi
all'insegnamento, perché vincolato dalla regola di quella
tradizione che impone al discepolo di non diventare Maestro
fino a quando non muoia il proprio. «Ed io condividevo»,
spiega Riefoli, «questo spirito cavalleresco, che è
una forma di rispetto e di attesa di ricongiunzione».
Quando però le richieste si fecero più pressanti
e le necessità oggettive prende la decisione per senso
etico. Dopo aver cercato dappertutto il suo Maestro, non trovandolo,
lo considera come se fosse deceduto e inizia ad insegnare. «Nel
contesto in cui mi trovavo ero l'unico che aveva quella conoscenza
e non utilizzarla sarebbe stato un atto d'irresponsabilità».
Inizia così a porre le basi per il suo Metodo spinto dallo
scopo di riunire due percorsi di crescita che aveva seguito
nella sua vita, e di creare qualcosa di nuovo. «Due percorsi
paralleli», Riefoli spiega, «che non si contraddicevano
mai, ma che non si conoscevano tra loro: il patrimonio millenario
appreso da Balias sull'alimentazione e l'organismo, e le nuove
conoscenze sulle Meccaniche Mentali che vengono dalle scoperte
di Fiorella Rustici». Considera l'organismo un sistema integrato
posto su tre piani d'esistenza: fisico, mentale e della coscienza,
ed ha il fine di raggiungere il massimo equilibrio in ognuno
di essi ed armonizzarli tra loro. L'ANYC, che si occupa di dare
regole sull'alimentazione, è basata sull'osservazione
della natura. «Osservando anche le cose ovvie, siamo in
grado di trarre delle regole generali che possono essere applicate
a noi. Per esempio», osserva il ricercatore, «guardando
la vacca, si evince che il latte, alimento considerato insostituibile
dagli alimentaristi tradizionale, lo fa per il vitello e non
per l'uomo. E mentre tutti gli animali dopo il primo periodo
di vita si svezzano e passano ad altro, l'uomo sembra non essere
in grado di svezzarsi mai».
L'ANYC si caratterizza quindi per essere basata su alimenti
di origine vegetale, integrali, il meno possibile lavorati industrialmente,
bilanciati tra crudi e cotti ma privilegiando i crudi perché
più naturali e più ricchi delle sostanze di cui
l'uomo ha bisogno. Tiene conto della giusta combinazione di
cibi e delle quantità, e utilizza cereali e legumi germogliati
quali fabbrica di ricchissime vitamine fatte in casa. «Ma
anche se incidentalmente la dieta vegana», precisa Riefoli,
«è la più consona alla natura umana, ci sono
dei casi in cui si possono introdurre temporaneamente degli
alimenti d'origine animale per aiutare la persona ad un passaggio
da un'alimentazione tradizionale degenerativa ad una naturale,
senza traumi ».
Aggiunge che così si crea un riequilibrio del corpo fisico
con il campo energetico, o aura, e si riattivano i campanelli
d'allarme, sensori che permettono di identificare ciò
che non è consono o gradito al nostro organismo. Con il
ripristino degli indicatori naturali e la presa di coscienza
che l'uomo è un essere vivente all'interno di un altro
contesto vivente che è la natura e il pianeta, si diventa
più consapevoli della responsabilità che l'umano
ha nei riguardi di se stesso e il mondo. ---Michele Riefoli
garantisce, che un'alimentazione di questo tipo sia terapeutica
e faccia aumentare la forza fisica e l'energia della persona.
Afferma infatti che, all'inizio della sua ricerca, dopo 4-5
mesi che aveva smesso di mangiar carne e zuccheri raffinati
le sue prestazioni atletiche erano migliorate. «Ero uno
dei pochi che nel mio corso andava sotto il minuto nei 400m.
senza una preparazione atletica specifica. E prima non ci andavo!».
Impronta comunque il suo lavoro in un'ottica più ampia
dove la consapevolezza alimentare, oltre a portare benefici
all'individuo nei suoi tre piani d'esistenza, abbia un effetto
bonificatore anche sul mondo che ci circonda. Non è quindi
una scuola solo per imparare a mangiare, ma anche uno stile
etico di vita per agire nel rispetto dell'equilibrio naturale
globale.
|
|
|