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n. 2 / novembre 2002
 

I primati di Genoni

1996, 17 agosto
Siracusa
-106 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

1997, 4 ottobre
Arbatax
-120 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

1998, 21-27 giugno
S.Teresa di Gallura
1¡ posto Italia ÒCampionato Mondiale a Squadre di ApneaÓ

1998, 2 ottobre
Porto Ottiolu
-121 mt nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

1998, 3 ottobre
Porto Ottiolu
-135 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile assoluto

1999, 30 settembre
Porto Ottiolu
-122 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

1999, 2 ottobre
Porto Ottiolu
-138 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile assoluto

2000, 8 ottobre
Porto Ottiolu
-123 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

2000, 12 ottobre
Porto Ottiolu
-125 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

2001, 22 settembre
Rapallo
-126 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

2002, 23 marzo
Breuil-Cervinia 3000mt Immersione in apnea sotto i ghiacci in alta quota. Primo esperimento mondiale

2002, 10 maggio
Busto Arsizio
12Õ34"in apnea Record del mondo di apnea statica in ossigeno

2002, 29 settembre
Moneglia
-132 mt. nuovo record mondiale discesa in apnea in assetto variabile regol.

 

 



 

Approfondimenti di vita

Dalle prime sfide di Bucher, alle famose imprese di Maiorca e Majol, tutti gli sfidanti degli abissi si sono misurati coi propri limiti. Gianluca Genoni, detentore del record mondiale di apnea, ci dimostra come si possono superare, immergendosi in una nuova conoscenza.
di Simona Valesi


tre anni aveva il terrore dell'acqua, quando andava in spiaggia non si toglieva le calze perché aveva paura di bagnarsi i piedi e non si avvicinava al bagnasciuga neanche in braccio alla madre che, disperata, inizierà a portarlo in piscina a 5 anni per cercare di fargli superare questa prepotente e radicata fobia. Pare ci sia riuscita, perché oggi Gianluca Genoni, classe '68, è undici volte primatista mondiale di apnea profonda. Una disciplina che trova i suoi precursori e inventori in personaggi mitici come il comandante Raimondo Bucher, che lancia la sua prima sfida al palombaro nel 1950 e fissa il record a -30 metri, e Enzo Maiorca, che con Jacques Majol negli anni sessanta e settanta teneva incollati milioni di appassionati alla Tv per assistere alla sempreterna, affascinante sfida delle profondità in relazione ai limiti umani.

ianluca vede per la prima volta un'immersione di Maiorca quando aveva circa 8 anni. "Sono stati loro i modelli per tutti", dice. "Hanno creato loro questa disciplina sportiva. Loro che hanno fatto diventare la subacquea uno sport di massa".
Il nostro campione arriva a dedicarsi all'apnea in modo professionale quasi per gioco. Gareggia con gli amici in piscina per vedere chi nuota o resiste di più senza respirare e si riscopre con possibilità molto più alte dei compagni. Inizia a fare apnea in mare e ne rimane irretito: "da subito mi ha affascinato il silenzio, il benessere, il senso di rilassatezza che si prova in quelle situazioni. Altri avevano un senso di panico e di costrizione. Io più scendevo e più stavo bene".
Decide allora di mettersi alla prova, e nel '96, dopo un anno di preparazione, fissa a Siracusa il nuovo record mondiale di discesa in apnea in assetto variabile regolamentato, a -106 metri. "Dal'96 a oggi ho sempre migliorato", spiega Genoni, ma "il primo record è quello che mi ricorderò sempre. E' stato il più bello".
Da allora, come del resto è stato fin dall'inizio della sua vita, Gianluca ha esplorato diverse profondità, anche interiori, per studiare, conoscere e superare i limiti che sono intrinsechi al corpo umano. Conosce il dottor Filippo Giardia che lo introduce alle tecniche di rilassamento e di gestione della forza della mente e inizia un tipo di training che include, oltre a tutti gli esercizi fisici tradizionali, la meditazione e pratiche di respirazione pranaiana derivanti dallo yoga. "Adesso come adesso considero che la preparazione atletica e quella mentale abbiano uguale importanza. Anche quando insegno, mentre cerco di trasmettere la mia passione per la subacquea ai miei allievi, cerco anche di far capire che non si ottengono i miei risultati in quattro e quattr'otto, ma che ci vuole una preparazione completa portata avanti con costanza." Ciò che Genoni ha riscontrato ripetutamente è che "è difficile fare capire che per ottenere questi risultati mi alleno da dodici anni tutti i giorni utilizzando anche le tecniche di rilassamento". E prosegue, "io ho capito questo, che se uno non è disponibile ad un approccio di questo tipo è tutto tempo buttato. Bisogna essere disponibili anche a studiare e leggere". Riconosce che la nostra cultura è spesso un ostacolo all'avvicinamento di questi tipi di discipline che vengono spesso viste con sospetto e leggerezza: "quando insegno cerco di spiegare le tecniche che uso ma la gente sente quello che vuole". Eppure certi esercizi sono importanti perché, conferma Genoni, "allenare la mente è molto più difficile che allenare il corpo".
Sembrerebbe che l'allenamento metodico e impegnativo di Genoni sia finalizzato al risultato agonistico e all'ambizione di snocciolare record su record, ma non è così.

enoni vede nell'apnea "il fine primario del benessere psico-fisico. Lo faccio per questo la maggior parte dell'anno. Quando mi sento stressato, il giorno dopo vado a fare apnea e mi rilasso. Poi per i record lo considero lavoro, e mi considero fortunato che la mia passione sia diventata la mia occupazione".
Durante i suoi allenamenti gli esercizi sulla respirazione e il rilassamenteo lo portano a raggiungere uno stato in cui ha 8-10 battiti cardiaci al minuto. Con questi esercizi "ho aumentato tantissimo il controllo e la padronanza del mio corpo. A volte mi capita di cadere come in trance. Hai una sensazione di benessere assoluto, entri in una dimensione diversa e pensi a cose bellissime. Per esempio faccio un esercizio in piscina in cui non respiro per otto minuti. Metto la testa sotto l'ultimo gradino della scaletta e divido il mio corpo da quello che è il mio spirito. Il primo è sotto e il secondo è fuori che guarda.
Così si prova un benessere molto più alto. Non sento il mio corpo e vado fuori a vedere il sole dalle vetrate. Poi mi sveglio uscendo da questo torpore e torno io: anima e corpo sott'acqua".
Padrone ormai di queste tecniche unite alla sua altissima preparazione atletica, Gianluca Genoni esplora tutte le possibilità che può presentargli la sua passione. Ha infatti provato a fare immersioni ad alta quota in inverno, nel lago Cime Bianche, sotto il Plateau Rosa. Per rendere quest'impresa possibile hanno creato un buco nella superficie ghiacciata utilizzando un martello pneumatico e per tutto il tempo dell'immersione hanno dovuto prevenire che un'ulteriore lastra si formasse. Ma un'avventura simile, che dalla maggior parte degli umani verrebbe considerata ai margini della follia, Genoni l'ha definita "spettacolare".

ra si sta preparando per fare un'immersione nel lago più alto del mondo, sull'Everest, a circa 6000 metri di altitudine. Fa parte di tutta una serie di esercizi che vuole fare come preparazione a un nuovo record che vuole raggiungere per il prossimo settembre e per cui inizierà ad allenarsi a gennaio.
"Sono intrigato dall'Everest", dice Genoni, e anche se non pensa di continuare ancora per molti anni a fare immersioni professionalmente per definire dei record, dichiara che non smetterà mai di fare subacquea. La vede come stile e filosofia di vita, un'alternativa alla noia del lavoro e del cartellino.
"Preferisco andare a vivere in Tibet a pane e acqua piuttosto che fare una vita ogni giorno a prendere la metropolitana", afferma. E non è difficile da comprendere che un tipo come lui, che ha superato paure infantili così come limiti adulti, accettati comunemente come tali e radicati nelle nostre concezioni culturali, voglia andare oltre a conquistarsi una vita fatta a sua misura e profondità.